Strascichi di un derby
(88 Letture)Inviato da giannitomai di Martedì, 06 Maggio 2008 Non si è ancora spento l'eco di San Siro, dopo 48 ore dal triplice fischio dell'arbitro Rosetti, che ha sancito la vittoria degli uomini di Ancelotti, su quelli di Mancini. Una vittoria meritata e per certi tratti sofferta, non fa una piega sui valori espressi in campo, dove un Milan più volenteroso, ha avuto la meglio su un Inter apatica, disordinata e svogliata. I motivi legati alla partita di certo per entrambe, non erono soltanto legate alla solita rivalità che si ripete ogni anno, dalle ambizioni di champions del Milan o della vittoria scudetto dell'Inter, ma anche da un leggerissimo velo di antipatia che scorre tra le due società, spesso mascherata con espressioni di facciata. Ai fatti e quindi sul campo, ha vinto il Milan che ha capito, che è sufficiente avere una sola punta per vincere qualche partita di fila in più, e scardinare così una difesa interista rimasta alle corde sul ring di San Siro, per buona parte della gara. Tanti i motivi di riflessione che ci hanno portato fino ad oggi, nel continuare a discuere un derby giocato già due giorni fa, e allungando così metaforicamente, il prossimo impegno di campionato che per l'Inter vorrebbe dire scudetto, e champions league invece per il Milan. Nonostante i quotidiani nonchè le maggiori trasmissioni sportive accreditate, siano riuscite in maniera esusta nel raccolgiere opinioni e interviste da parte dei maggiori protagonisti, anche oggi il pensiero è rivolto a quella partita che rimarrà nei ricordi e negli almanacchi e di ogni tifoso, specie milanista. Il perchè il Milan abbia vinto e il perchè l'Inter abbia perso, è oramai noto a tutti. Non c'è da trovare una scorciatoia su un errore arbitrale perchè non c'è stato, ma che invece propone un percorso facile, aperto e rettilineo. Si, il Milan ha vinto perchè maggiormente motivato, dove una conquista per il quarto posto, diventa più importante di quella di vincere uno scudetto, con tre turni d'anticipo. Una motivazione tirata fuori con le unghie, data dall'orgoglio e da una consapevolezza che quest'anno, non tutto è filato nel verso giusto e che bisognava invece, dare un qualcosina in più. In un incontro così importante, non si scoprono gli altarini: l'Inter si dimostra ancora una volta non decisiva in una partita "decisiva", il Milan invece, dimostra che vince e convince solo nei confronti diretti. Due modi di interpretare il calcio, due modi diversi per vivere il dopo derby. Il Milan galvanizzato dalla vittoria, coincidente alla sconfitta della Fiorentina a Cagliari, si regala dal primo luglio il francese dell'Arsenal Flamini, e vola domani sera con Bronzetti a Barcellona, per il binomio Zambrotta-Ronaldihno. Un incontro chiarificatore, anche per la voce trasmessa da una rivista poco attendibile, sempre spagnola, che vede addirittura il brasiliano R10, a fine carriera per guai fisici. L'Inter invece, è sempre in aperta polemica con se stessa: anche a pochi giorni dal suo terzo scudetto consecutivo, in casa nerazzurra non si placano le polemiche per un derby, perso su tutti i punti di vista, dove dirigenza e allenatore, non riescono a trovare la giusta pezza del giusto colore, per giustificare una sconfitta apparsa così netta.
Sarebbe stato meglio per l'Inter, ritrovarsi all'interno dello spogliatoio, chiedendosi e spiegandosi i motivi della debacle; ancor più giusto sarebbe invece per il Milan,talvolta, tacere sui giudizi e sulle operazioni di mercato al cospetto di una carta stampata sempre attenta e geniale nelle trovate, e nei confronti di una tifoseria zitta come un pesce, ma non più tale da abboccare ad ogni minima dichiarazione berlusconiana.
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