Ecco com'era a 20 anni SuperPippo
(153 Letture)Inviato da Puddu di Venerdì, 09 Maggio 2008 "Faceva fatica a stoppare la palla..."
Intervista a Gigi Cagni, attuale tecnico dell'Empoli, che ha allenato Pippo ai tempi del Piacenza
Per Filippo Inzaghi non si può parlare neanche di seconda giovinezza. Per il quasi 35enne Highlander del Milan, che l'infortunio di Iaquinta con ogni probabilità spedirà dritto sull'aereo per gli Europei, siamo già alla sesta o settima... Se i rossoneri alla fine di questo sofferto campionato riacciufferanno per i capelli la tanto agognata qualificazione alla Champions gran parte del merito sarà dell'assatanato bomber piacentino, uno che secondo Fabio Capello andrebbe studiato all'Università del Calcio: "Dovrebbero fare un filmato con i suoi movimenti in area e farlo vedere ai ragazzi per imparare".
Se solo SuperPippo avesse qualche anno di meno, oggi in casa rossonera si parlerebbe poco della necessità di un attaccante centrale da affiancare a Pato e Kakà, e Silvio Berlusconi potrebbe dirottare qualche milione di euro, come caldeggiato dallo spogliatoio rossonero, verso acquisti in altri reparti. Ma il presidente rossonero una soluzione ce l'ha... "Sto cercando una clinica che lo faccia ringiovanire di una decina d'anni, così per il gol saremmo a posto fino al 2020". Con buona pace del sempre più attapirato Gilardino...
Una iena delle aree di rigore, un predatore insaziabile, Filippo Inzaghi ha quell'istinto del killer, quel senso della posizione e la magia empatica di sapere dove finirà il pallone che si porta appresso dalla culla. Ma nel corso degli anni ha lavorato instancabilmente su se stesso, come ricorda il suo allenatore ai tempi del Piacenza, Gigi Cagni, intervistato dal Corriere dello Sport: "Nella tecnica è migliorato, non che sia un fenomeno con la palla al piede, ma ai nostri tempi faceva fatica a stoppare la palla...".
Il tecnico ora all'Empoli racconta i pregi della macchina da goal perfetta: "Che cosa gli ho insegnato? Quasi niente. Se uno nasce goleador, non ha bisogno di maestri. Gli ho spiegato solo un movimento e quello lo fa ancora bene. Anzi, lo ha perfezionato. Sul cross doveva scattare sul primo palo, dove arriva la palla migliore. Il pregio principale? La coordinazione. Anzi, la facilità e la rapidità con cui riesce a coordinarsi. Arriva in corsa, si piega tutto e tira lo stesso. Solo lui può farlo".
E poi la fiducia e la voglia, insaziabili: "Ha uno spunto è incredibile - spiega Cagni - ma lavora tanto. Crede a ogni pallone che insegue o che gli passa vicino. Quando ha fatto gol a Atene deviando la punizione di Pirlo tutti a dire 'che fortuna!'. Eh no, non è fortuna. Pippo va su tutti i palloni, va a cercare la fortuna. Prima di deviare quello giusto, magari ne passano dieci, venti. La gente non se n'accorge, ma è così. La sua forza è che se ne frega se sbaglia. Ne può fallire 50 di gol, alla cinquantunesima occasione lui è ancora lì, pronto a buttarla dentro...". (Goal.com)
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