Parabèns Ricardo! [1]

Inviato da : giannitomai di 23 Apr 2008 - 21:54
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Tanti auguri Kakà. Nel giorno del suo 26esimo compleanno, [3] il giocatore brasiliano rilascia parole di stima per tutto l'entourage milanista.
Parabèns! [4] Tanti auguri di buon compleanno a Ricardo Izecson dos Santos Leite, [5] meglio conosciuto a tutti con il nomignolo di Kakà. Un nome apparentemente breve, insignificante, ma appartenente ad un grande atleta destinato a rimanere nella storia e nel ricordo di tutti i calciofoli, così come i campioni brasiliani del passato come Pelè e Zico, tanto per citare. Kakà, nella lingua brasiliana non ha un significato particolare, anche se proviene dalla dicitura piuttosto "arrangiata" nel pronunciare il nome Ricardo, così come tentata e pronunciata in tenera età, dal fratello del giocatore Digao (anch'egli inserito nella rosa rossonera) nella sua città natale, Brasilia. Il giocatore sud-americano di oggi, è un giocatore molto diverso da quello visto durante la militanza nel campionato carioca. Partito come centrocampista puro nelle file del San Paolo, durante una breve vacanza in Brasile, l'ex campione del Milan Leonardo, oggi osservatore, veniva colpito e abbagliato dalle giocate del giovane calciatore, tanto che fu subito segnalato agli occhi di Carlo Ancelotti, sembrato apparentemente sorpreso ed entusiasta alla sola visione delle videocassette, registrate in Brasile. Il giocatore convinse la società e il presidente Berlusconi, che per 8,5 milioni di euro, portarono il giovane centrocampista al cospetto del Milan. Nel giorno del suo arrivo all'aeroporto di Malpensa si presentò come un giovane ragazzino, con un tono muscolare tutto da formare, e con un paio di occhiali da vista indossati a causa di una miopia ( 2° per occhio) e di una forma di astigmatismo (problema risolto nel 2007, con l'intervento chirurgico). Durante la prima presentazione sui campi di Milanello verso i nuovi compagni di squadra, le cronache riportono che ne rimase molto sorpreso, Gennaro Gattuso, il quale guardandolo, lo scambiò per un rinforzo della primavera! Durante i primi allenamenti invece, con un campionato duro e difficile come quello italiano, dove il portoghese Rui Costa era considerato un titolare inamovibile, il brasilano inizia immediatamente nel migliore die modi, realizzando nella prima stagione in maglia rossonera, 14 gol in 50 presenze tra campionato e coppe. Certamente non male per un giovane giocatore sconosciuto, dove però non tardarono ad arrivare scatti in velocità, segni di progressione, dribbling e gol, tutti elementi necessari per scacciare i tabù iniziali, e soprattutto utilizzati come motivi di rivincita verso tutti gli scettici spiritosi per un nomignolo che avrebbe lasciato incomprensioni e doppi sensi. Il giovane calciatore cresce, matura e prende consapevolezza dei propri mezzi, non passa inosservato neanche dagli occhi di mister Ancelotti, che senza pensarci due volte, decide di puntare sul giovane astro nascente brasiliano, sacrificando addirittura una realtà importante come Rui Costa, il quale molto elegantemente annuisce, accomodandosi in panchina. Kakà ha il grande vantaggio di essere un giocatore giovane e col il dna brasiliano, paese madre del calcio, fatto di tecnica, divertimento e gioia, ha tutto il futuro dinanzi a se. Col tempo poi fa da calamita verso tanti altri brasiliani, Emerson, Ronaldo, Pato e forse anche Ronaldihno, ma Kakà rimane sempre se stesso, con i piedi per terra, senza lasciarsi sfuggire in eccessi nella Milano notturna, spesso frequentata da gente poco per bene, dove la deviazione è più certa che quasi. Fidanzatissimo con una ragazzina del suo paese, sposata al raggiungimento della maturità di quest'ultima, Kakà si dimostra non solo per le sue qualità tecniche e sportive, dove parlano soltanto i numeri di un inizio di carriera ancora alle prime pagine della storia del suo calcio. Ricardo è anche un uomo di fede, l'evangelismo per la precisazione, tanto che indossa sempre una maglietta di ringraziamento a Dio, sotto la consueta maglia a righe rossonera, sempre nel tentativo di trovare l'occasione giusta per ringraziarlo per il miracolo avvenuto dopo un colpo subito alla testa in tenera età, per una caduta in piscina. Un giocatore buono, non eccessivo, promotore e ambasciaotre ONU, Kakà si fa apprezzare anche per la sua modestia, onestà , rispetto dei ruoli e amore eterno verso la sua terra e forse anche per il Milan. Il Kakà di oggi, visto in campo, è un giocatore spietato, veloce nelle ripartenze, ha in se il senso dello spazio aperto, perchè attacca con passo felino ad orma di ghepardo, tutte le zolle del manto erboso impadronendosele, e facendo sue metri di vantaggio dettati dalla birra in corpo con ampie falcate, dove non vi rimane che la polvere verso chi lo insegue. Kakà è anche un giocatore abile negli spazi stretti, con il fiuto del gol sensibile davanti alla porta avversaria, ma anche propositivo e suggeritore per inviare messaggi ai compagni destinati ad andare a rete. Ingegnoso, e non sarà un caso perchè figlio di un ingegnere civile, calcolatore, e non sarà un caso che sua mamma è un'insegnate di matematica, ma anche invincibile e talvolta immarcabile, ha lasciato il segno anche sui manti erbosi in campo internazionale, dove dopo tante parole, è giusto che parlino i numeri di un giocatore che ha già vinto tutto, malgrado abbia soltanto da oggi, 26 anni di età, e ancora tanto spazio e tempo per incrementare la sua bacheca di trofei personali, destinati ad aumentare. 191 presenze in gare ufficiali e 60 reti realizzate gli hanno permesso di vincere uno scudetto (2003/04), una Supercoppa di Lega (2004), due Supercoppe Europee (2003-2007), una champions league (2007) e un mondiale per club (2007). Kakà si è anche però distino individualmente dove anche qui i premi col passare del tempo, gli sono piovuti dal cielo affermadosi così come uno dei calciatori più forti al mondo, e scacciando tutte le ipotesi dei più scettici, che lo vedevano solo come una semplice meteora. Un Bol de Ouro, cinque Oscar del calcio, tre volte miglior giocatore Uefa, capocannoniere nella champions del 2007 (10 reti), un pallone d'oro, un FIFA World Player, sono soltanto delle testimonianze di quelo che Kakà ha fatto per se stesso e per il Milan.
Ma come ogni invincibile, anche Kakà ha il suo talone d'achille: poco incisivo con i colpi di testa e poco preciso sui calci piazzati, rendono il suo scores meno ricco di tante realizzazioni che vengono parzialmente assorbiti però, dai tiri dal dischetto.
Nel giorno del suo 26esimo compleanno Kakà, ha rilasciato un'intervista ad un noto canale televisivo sulla piattaforma di SKY, lasciando al termine parole di elogio, stima e considerazione un pò verso tutti: Ancelotti, Tassotti, Costacurta, Maldini, Rui Costa, Seedorf, Pirlo e Pato, sono soltanto alcuni dei nomi che Ricardo ha voluto ricordare in un giorno così importante, segno di un ragazzo umile e di gratitudine. Un grande campione del presente, presto lo si vedrà anche (tra qualche mese) in veste di padre e sempre più legato alla città di Milano, con la maglia rossonera, con la fascia di capitano e magari un giorno anche da dirigente. Se è questo l'inizio della sua carriera, beh che dire, 100 di questi giorni e ancora parabèns Ricardo!
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