Quel ragazzo venuto da lontano...(derby 5 ottobre 2003)
Domenica 5 Ottobre. San Siro,Milano. Aria d'autunno, aria di Derby. Un'aria antica, quasi leggendaria, spira sull'enorme catino ogni volta che certi colori vengono ad incrociarsi.
E' giunto il momento di cominciare..no..aspetta: va via la luce, un altro black-out, la gente sembra mormorare, ma poi capisce che è per via dello spettacolo della tifoseria di casa..forse un segno premonitore..forse il buio si protrarrà ben più a lungo...Sfottò, naturalmente, dall'altra parte, con un mitico trofeo sventolato su un drappo e una striscia lunga lunga..tanto per ricordare che, a questo mondo, c'è chi vive anche dei sogni degli altri..Tutto a suo posto, tutto come sempre, tutto come il più classico dei derby.
Pronti via, rossoneroazzurro, tutti insieme come tutti gli anni, dal 1909 a questa parte.Il tempo scorre, ritmo a volte lento, a volte più incalzante; non si muove nessuno quando Bobo scaglia la sua freccia poco lontano dal bersaglio..un sibilo..forse è Zefiro che spira..Si muove invece quanto basta Pippo, per scagliare il primo macigno al di là della porta difesa da quel gigantaccio di un portiere. 1 a 0. Semplice. Ora l'aria si fa strana, più penetrante, ma al tempo stesso leggera e sinuosa come una danza di vestali..Gli Dei sembrano quasi ringraziare di così grande armonia e finiscono per innamorarsi della squadra che più merita..per audacia, grinta, classe dei suoi eroi...
In particolare, rimangono estasiati dalla danza di un giovincello ancora sbarbato, di cui si parla ancora poco..quel ragazzetto che dimostra già di essere un grande uomo, già guida, già idolo della curva..
Ricardo Izecson Santos Leite..umm..troppo lungo..come tutti i carioca..meglio chiamarsi Kakà, così, semplice, schietto, come del resto lui appare.
Lui punta, salta l'uomo con l'eleganza del fuoriclasse e lo fa con l'entusiasmo di chi sa di non aver niente da perdere; procura palle invitanti ai compagni, si muove con calma ed intelligenza; fa gol, anche di testa; ha grandi doti nei suoi piedi dorati, ma quello che più impressiona alla sua giovane età, è la grinta, la personalità, il carisma che pare essersi già diffuso in tutto l'ambiente rossonero..solo poche prove col Milan, ma di fronte a quella più importante non si fa trovare impreparato, tuttaltro: è lui a trascinare la squadra verso una vittoria memorabile. Lui, quel ragazzino venuto da lontano, già tutti lo amano...persino gli Dei..
Andrea Domeniconi
Pubblicato: Martedì, 20 Gennaio 2004
Autore: andrea
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